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"Cercare di colpire
sempre gli ufficiali e i graduati, è meglio uccidere un solo ufficiale
che molti soldati.(quando si colpisce la testa, le altre membra diventano
inutili). Caduto l'ufficiale, gli uomini, senza direzione facilmente fuggono"
"Non accordare mai quartiere ai feriti e ai prigionieri, ucciderli, scannarli
e massacrare i cadaveri in modo da impressionare i soldati quando li ritroveranno.
Il soldato quando si batterà, penserà sempre alla fine che l'aspetta se
cade ferito o prigioniero e quando vedrà le brutte...scapperà..."
"Esporre la vita per salvare un compagno, ucciderlo piuttosto che resti
ferito o prigioniero dei soldati"
"Nei combattimenti corpo a corpo non fare le spacconate dei soldati di
menare calciate di fucile; giuocare invece serrato di coltello; tirare
colpi alla pancia e girarvi dentro la lama; si fanno ferite più dolorose,
che si sentono subito, si vedono uscire fuori le budella, e difficilmente
guariscono"
"Attaccare la truppa quando si ha la certezza di vincere, mantenersi nascosti,
o fuggire quando non si è in numero e in posizione vantaggiosa"
"Mettersi tanto di notte quanto di giorno in posizioni elevate, possibilmente
vicino a boscaglie, che offrono sicuro scampo, perché i soldati difficilmente
vi si internano"
"Non risparmiare la vita dei soldati, mai e poi mai quella degli squadriglieri;
far del tutto per averli vivi in mano per poi farne e strazio"
"Durante il combattimento qualunque atto di insubordinazione o mancata
obbedienza deve essere punita dal capobanda con una schioppettata pistolettata
nella testa"
Appunti ritrovati nella bisaccia del capobanda Luigi Andreozzi
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